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20 febbraio, 2014

PER SAN VALENTINO una DICHIARAZIONE D’AMORE ALLA NOSTRA CARA TERRA

Cara Puglia innamorata, ti porto in dote i Monti Dauni, i suoi borghi mignon, i varchi temporali delle sale da barbiere, il vento fresco di Volturino, l’alito caldo del pane di Celenza, il rifugio… segreto del dio Pan, il paese più piccolo della Puglia e quello più alto, il passo felpato delle volpi, l’ululato del re dei boschi, l’ombra e il velluto del muschio, il cantico delle creature libere, la voce delle mute fontane di Alberona, il lusso senza prezzo del silenzio, la feroce bellezza dei grifoni di Ascoli

. Ti porto le torri di Pietra, i castelli a picco su valli senza tempo, la sedia del diavolo, l’ironia di San Filippo Neri, il canto libero delle donne in altalena, lo stupore di orizzonti che prendono fuoco senza fiamme. Ci siamo stati da bambini, nei paesi delle favole.

Ci torniamo da adulti e il racconto è ancora più bello. C’è ancora più spazio nel Rione dei Fossi, ancora più tempo nella dolce Deliceto, ci sono le fate, i lupi e i cinghiali. I laghi di Biccari e quello artificiale di Carlantino, i rospi e le loro code, pozioni magiche d’accoglienza, umanità e calore. E poi pipistrelli, falchi, rose, ortica, piante selvatiche senza anagrafe. La zucca carrozza, le spighe sentinella, diamanti rosso melograno.

Le case di marzapane, le lunghe braccia degli alberi, i mulini del vento, Don Chisciotte e Sancio Panza. Ti porto gli scioglilingua franco-provenzali, i proverbi arbëreschë, l’accoglienza autentica del vino dalle gote rosse. Potremmo sposarci sotto una quercia e fare l’amore dove il telefono non prende e non c’è internet.

Francesco Quitadamo

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